E SE IL PADRE E' DECEDUTO ?
Martedì 27 Luglio 2010 08:14

 

  1. 1.     Il mio presunto padre è deceduto ormai da 18 anni , posso comunque “ricevere  giustizia “ e vedermi finalmente  riconosciuta come figlia legittima?

     

     Il mio presunto padre  dopo essere deceduto è stato cremato : ho visto così svanire la possibilità di ottenere il giusto riconoscimento ?

     

    Ora cerchiamo di  fornire delle risposte a domande (che logorano chi vive questo problema di non essere riconosciuti  sin dalla nascita ) , in maniera semplice e comprensibile .

     QUESITO N. 1

     Allora per rispondere e questa e ad altre domande inizierei con l’affermare che il test di paternità è possibile eseguirlo sul materiale biologico del presunto padre (PP)

    Se quest’ultimo è in vita possono essere sufficienti circa  2-3 ggt di sangue spottate su  carta , oppure possiamo utilizzare saliva raccolta con uno swab buccale od altro ancora .

    Se invece il PP è deceduto è possibile , dopo aver riesumato la salma , utilizzare dei frammenti ossei o altro materiale autoptico .

    Ho una buona esperienza di  Dna ottenuto da riesumazione di cadavere : il limite più grande in questi casi è la possibile degradazione del Dna a causa della “non sempre ideale conservazione _” del cadavere .

     In aiuto di questi reperti oggi esistono diversi kit che sono concepiti proprio per amplificare il dna in “condizioni estreme –“ .

    Siamo quindi in grado di fornire una risposta di tipo affermativo anche alla prima domanda .

     QUESITO N.2

     SITUAZIONE DIVERSA SI HA INVECE QUANDO IL PP DECEDUTO è STATO CREMATO .

    Allora non si può  procedere all’utilizzo delle ceneri  e bisogna quindi studiare la “situazione familiare “ .

    Il primo elemento che ci potrebbe tornare sicuramente utile è l’eventuale famiglia che il PP si può essersi  formato nel corso della sua vita .

    In altre parole se dal PP sono nati altri figli questi ci possono fornire  indirettamente il Dna del nostro assistito .

    Esistono ovviamente dei software dedicati per calcolare l’associazione allelica tra i fratelli e il nostro assistito ;  se poi sono vive anche le madri , la situazione sarà ancora più gestibile .

     Quindi anche alla seconda domanda , a meno di situazioni assolutamente anomale , è possibile fornire una % di compatibilità biologica tra PP e figlio , in relazione alla variabilità genetica offerta dai figli nati all’interno del matrimonio del PP.